martedì 2 settembre 2014

Ice cream cheese cake - La mia ricetta numero 100

La centesima ricetta che pubblico su questo blog doveva essere un dolce e in particolare una variante di uno dei miei dolci preferiti: il cheese cake. Continuo a pensare che il miglior cheese cake sia quello – credo di origine inglese – che è davvero una torta al formaggio, non troppo alta e con un retrogusto decisamente salato. Non so se sia quella la versione originale o quella americana: una torta molto alta, soffice, cremosa e dolce, talvolta ricoperta da una lucida gelatina di frutta…. scandalosamente zuccherina. Comunque sia, da qualche anno il cheese cake è molto diffuso anche da noi, pur non essendo – credo – un dolce della nostra tradizione: è nel menu di molti ristoranti, viene spesso offerto come torta di compleanno o come dessert a fine pasto - ne ho mangiato anche uno, bellissimo, preparato come torta di matrimonio a più piani e decorato alla perfezione con confetti e rose di zucchero. Ne esistono decine e decine di versioni, talmente diverse l’una dall’altra da pensare che per essere un cheese cake, un dolce debba avere essenzialmente solo due cose: una base sottile e croccante ed una crema a base di formaggio fresco e cremoso.
E’ un dolce che a me piace tanto perché lo trovo molto versatile. Le versioni che prevedono la cottura in forno (come quelle che ho presentato qui e qui) si prestano ad essere preparate sia in autunno - servite ad esempio con cioccolato fuso ben caldo - che in estate, accompagnate da una salsa alla frutta, un coulis di frutti rossi per esempio o, più particolare, una salsa alle albicocche e zenzero o semplicemente con una macedonia di frutta fresca: fragole, kiwi, pezzettoni di pesca e di albicocca. E poi ci sono le versioni prettamente estive che non prevedono cottura in forno e che sono rese solide dall’utilizzo di gelatina o come in questa mia ricetta da una dose generosa di gelato. Anche questo cheese cake si può decorare e servire in molti modi: la sua superficie liscia e candida consente di dare libero spazio alla fantasia. Io non sono molto brava con le decorazioni e preferisco portarlo in tavola così semplice, magari guarnito solo da una fragola o un rametto di ribes rosso e servire a parte una salsa alla frutta e una coppa di frutta fresca in modo che ciascuno possa decorarlo come preferisce.
Io ho utilizzato un gelato artigianale, il dolce riesce anche con quello in vaschetta, ma risulta meno cremoso.


ICE CREAM CHEESE CAKE



(con questa dose ho riempito due mini tortiere da 15 cm di diametro)


Per la base:
130 gr di frollini al cacao
30 gr di burro + un po’ per imburrare le tortiere

Per la crema:
200 gr di formaggio cremoso tipo Philadelphia
200 gr di ricotta di mucca freschissima
180 gr di zucchero superfine
300 gr di gelato alla vaniglia




Mentre prepari la base estrai il gelato dal congelatore e lascialo a temperatura ambiente, in modo che si ammorbidisca per poterlo lavorare meglio.
Prepara la base di biscotti: fai fondere il burro a bagnomaria e frulla i biscotti nel mixer fino a ridurli in briciole sottilissime.
Amalgama i biscotti sbriciolati con il burro fuso.
Ricopri con questo composto il fondo di 2 tortiere (per me diametro 15 cm) leggermente imburrate in modo da creare una base (circa due centimetri) e metti in frigorifero a solidificare.
Prepara poi la crema.
Amalgama il formaggio Philadelphia con lo zucchero (io ho utilizzato un mixer con le pale di plastica a velocità minima).
Quando lo zucchero è ben incorporato (deve diventare una crema) aggiungi la ricotta e mescola ancora con il mixer.
Quando la crema è liscia e compatta, aggiungi il gelato ormai ammorbidito e mescola con una spatola di silicone in modo da ottenere un composto omogeneo e privo di grumi.
Versa la crema così ottenuta nelle tortiere e fai riposare nel congelatore per 5/6 ore in modo che il composto con il gelato torni solido.
Prima di servire estrai il cheese cake dal congelatore e lascialo in frigorifero una ventina di minuti in modo che si ammorbidisca leggermente.


EASY: servilo per merenda ai bambini in estate al posto del classico gelato.




CHIC: dessert dopo cena, accompagnato da pesche caramellate. Affetta le pesche e falle cuocere in padella antiaderente con qualche cucchiaio di zucchero di canna e una spolverata di zenzero grattugiato. Le pesche cuocendo formano un caramello rosa e dolce con il quale è possibile decorare la superficie del dolce, le fette di pesche si servono a parte.

giovedì 24 luglio 2014

Tarte Tatin di pomodori datterini

Piove piove non smette mai! Che strana estate quest’anno: cielo grigio nuvole sparse e qualche raro raggio di sole – nella migliore delle ipotesi – oppure piove per ore e l’aria è fresca come in autunno. Qui a Torino il sole per ora si è visto poco, spesso l’aria è così ..incolore che guardare il cielo mette quasi tristezza. E sembra che lo faccia apposta: le giornate più cupe sono quasi sempre nel fine settimana. A volte decidiamo di andare ugualmente in montagna, partiamo il sabato mattina con una scorta di libri e riviste da leggere mentre fuori piove e torniamo la domenica sera. Pazienza se piove quasi sempre, almeno si respira aria pulita e lontani dalla città è possibile sentirsi quasi in vacanza, anche se le ferie sono ancora lontane.
Se restiamo a Torino, il programma è quello delle domeniche d’inverno in cui non abbiamo voglia di fare niente, ovvero una ‘gita’ in libreria di .. qualche ora. A volte mi stupisco da sola di quanto tempo riesco a restare in una libreria a curiosare nei miei reparti preferiti. Di solito dò un rapido sguardo alle ultime novità e ai ‘consigli del libraio’, preferisco scoprire da sola quello che mi può piacere. Ammetto che, se non cerco qualcosa di preciso, quello che mi spinge a prendere in mano un libro e a sfogliarlo è quasi sempre la copertina, più raramente il titolo. Inseguendo copertine che mi sono piaciute ho trovato libri bellissimi a volte di autori quasi sconosciti – almeno per me -  che si sono rivelati straordinarie sorprese. E’ così anche per i libri di cucina, ho i miei autori preferiti – dei quali cerco di non perdere nemmeno un libro – ma se devo scegliere tra qualcosa di ‘mai provato’, quello che mi attrae sono le copertine e le foto all’interno.. ancora prima delle ricette, paradossale no? E’ abbastanza difficile che esca da una libreria senza aver acquistato niente, i libri mi affascinano; i libri, proprio quelli di carta, non gli e-reader e gli e-book (mia mamma è molto più .. avanti di me, lei ormai legge quasi solo .. elettronico!). E nell’ultima gita in libreria domenica scorsa sono riuscita a trovare un libro che cercavo da tanto, quello di Michele Cranston che avevo sfogliato a lungo qualche mese fa a casa di una mia amica e sapevo che era ricchissimo di ricette che mi piacciono. Da quel libro è tratta questa tarte  Tatin salata – ho solo sostituito la mozzarella di bufala della ricetta originaria con un semplice fiordilatte perché lo preferisco ed ho utilizzato lo zucchero di canna per caramellare i pomodori invece dello zucchero normale. E’ una torta facile da fare, che a mio parere si presenta molto bene ed ha dei colori e un profumo che sanno proprio di estate. E visto che il sole non aiuta, mi convinco che è estate apparecchiando con tovaglia bianca e piatti azzurro mare  - o viceversa – e portando in tavola piatti colorati e freschi.

Ho parlato di libri e voglio segnalare questa bellissima iniziativa di Ely sui libri da portare in vacanza:




TARTE TATIN DI POMODORI CON MOZZARELLA



Ingredienti per una torta grande (diametro 22 cm) o 8/10 tortine monoporzione:


1 rotolo di pasta sfoglia già stesa
Una trentina di pomodori datterini (dipende dalla grandezza, devono essere in numero sufficiente a ricoprire il fondo della teglia utilizzata
1 mozzarella fiordilatte (circa 150 gr.)
2 cucchiai da minestra di aceto balsamico
2 cucchiaini da caffè di zucchero di canna
Timo fresco
Sale marino macinato al momento
Olio extra vergine di oliva

Accendi il forno a 200 gradi.
Lava e asciuga i pomodorini ma non tagliarli, lasciali interi.
In una larga padella (meglio se antiaderente) metti l’aceto balsamico e lo zucchero di canna e fai scaldare a fiamma bassa fino a quando lo zucchero sarà sciolto (2/3 minuti).
Aggiungi nella padella i pomodori e le foglie di timo lavate, abbassa la fiamma al minimo e lascia cuocere coperto per una decina di minuti, i pomodori non devono disfarsi ma solo ammorbidirsi e ricoprirsi dello sciroppo dolce.
Lascia raffreddare i pomodori nella padella.
Quando sono a temperatura ambiente, trasferiscili nella teglia che vuoi utilizzare e ricopri completamente il fondo mettendo i pomodori uno accanto all’altro.
Ungi con poco olio extravergine di oliva il bordo della tortiera e ricopri con la pasta sfoglia i pomodori. Inserisci la pasta tra i pomodori e il bordo della tortiera in modo da chiudere la torta.
Metti in forno già caldo per 20-25 minuti (un po’ meno se fai delle monoporzioni) fino a quando la pasta sarà di un bel colore dorato.
Quando la torta è pronta, appoggia sulla pasta un grande piatto e gira la torta, in modo da servirla con i pomodorini verso l’alto.
Quando è ancora calda, aggiungi sui pomodori la mozzarella tagliata a pezzetti e condisci con sale marino macinato al momento (il sale fino ad ora non è stato aggiunto).
Servi calda o tiepida con un filo di olio extravergine di oliva (io non l'ho messo).

EASY: pranzo per due: una torta divisa in due e accompagnata da un’insalata mista con radicchio, insalata riccia, carote grattate e qualche oliva taggiasca.





CHIC: prepara delle monoporzioni, piccole negli stampini dei muffin e servile con vino bianco frizzante come aperitivo in piedi prima di cena.

martedì 8 luglio 2014

Insalata fredda di orzo e friggitelli

Ieri sera sono andata alla lezione di Pilates. Come ogni lunedì dalle 19 alle 20. Ho iniziato da piccola con la ginnastica artistica, poi da più grande aerobica ed altre cose agitatissime tipo STEP, GAG .. Ad un certo punto mi sono stancata di saltellare e di agitarmi a suon di musica e mi sono convertita a qualcosa di più tranquillo e la mia schiena, decisamente, lo preferisce.
Così una volta alla settimana vado a Pilates – dovrei andarci più spesso, ma il tempo è quello che è – in una piccola palestra vicino a casa con grandi vetrate aperte su un giardino. La lezione dura un’ora ed è molto tranquilla, accompagnata da musica rilassante. Ieri sono arrivata in mezzo ad una tempesta d’acqua, a Torino ieri – e anche oggi – era autunno: un diluvio d’acqua, freddo come ad ottobre, cielo nero e scuro già alle tre del pomeriggio. La palestra era buia come in pieno inverno, dalle finestre si vedevano gli alberi del giardino piegati dal vento e in certi momenti pioveva così tanto che .. non si vedevano nemmeno gli alberi, ma solo un muro – abbastanza impressionante!- di pioggia. La nostra insegnante ieri ha scelto come sottofondo musicale un CD di Enya, che a me piace tantissimo, ma che io considero la mia ‘musica di Natale’ e che in genere ascolto solo in pieno dicembre. Ad un certo punto, distesa sul tappetino di gomma piuma che utilizziamo per gli esercizi, con la musica di Enya, la felpa pesante e il rumore della pioggia sulle vetrate…mi sembrava davvero di essere già in pieno autunno, di aver saltato a piè pari l’estate –stagione che lo confesso non amo particolarmente. Poi mi sono ricordata che per cena avevo previsto questa insalata FREDDA (!!!!!!) di orzo e l’illusione che l’estate fosse già andata è scomparsa. In ogni caso, mai cena fu più sbagliata, ieri la cena ideale avrebbe dovuto prevedere qualcosa di bollente e confortante! Ma ormai avevo preparato questa e non c’era modo di cambiare menu e cenare lo stesso ad un orario accettabile.
Le dosi del condimento di verdure sono indicative, a me di solito queste insalate piacciono quando il condimento prevale sul riso, orzo o farro o quello che si è scelto, ma dipende molto dai gusti.


INSALATA FREDDA DI ORZO E FRIGGITELLI




Ingredienti per 4 persone


320 gr di orzo perlato
400 gr di friggitelli
2 pomodori cuore di bue
100 gr di olive nere taggiasche
50 gr di ricotta da grattugiare
Basilico fresco
Olio extra vergine di oliva
Sale

Metti a bagno l’orzo perlato in una ciotola piena di acqua fredda e lascialo risposare un quarto d’ora.
Nel frattempo metti a bollire in una pentola capiente l’acqua nella quale cuocerai l’orzo.
Appena l’acqua bolle, aggiungi il sale e versa l’orzo.
Lascia cuocere dodici minuti dalla ripresa del bollore (o fino al grado di cottura che preferisci, dopo dodici minuti è ancora piuttosto al dente).
Scola l’orzo e lascialo raffreddare in un vassoio ampio condito con tre cucchiaio di olio extra vergine di oliva.
Accendi il grill del forno a 180 gradi.
Lava i friggitelli, privali del picciolo e tagliali a metà eliminando, se ci sono, i semini interni.
Disponi i friggitelli su una teglia che possa andare in forno, foderata di carta da forno che avrai leggermente unta di olio.
Con l’aiuto di un pennello in silicone, ungi con poco olio extra vergine di oliva anche la superficie dei friggitelli e salali leggermente.
Fai cuocere i friggitelli sotto il grill per 6/7 minuti fino a quando cominciano ad abbrustolirsi lievemente.
Togli i friggitelli dal forno e lasciali raffreddare.
Nel frattempo lava e asciuga i pomodori, togli i semi all’interno, tagliali a cubetti regolari e condisci con poco sale.
In una zuppiera riunisci il condimento: i pomodori tagliati a cubetti, i friggitelli ormai freddi tagliati a piccole strisce, le olive taggiasche e le foglie di basilico spezzettato.
Mescola con delicatezza in modo da non rompere le verdure e aggiusta di sale.
Aggiungi al condimento nella zuppiera l’orzo ormai a temperatura ambiente, mescola lentamente e termina grattugiando sopra la ricotta salata.
Aggiungi un filo di olio extravergine di oliva se ti piace e servi – io preferisco mettere l’olio in tavola in modo che chi vuole lo aggiunga perché a me troppo condita non piace.
E’ buona anche lasciata riposare qualche ora ; in questo caso però aggiungere la ricotta salata solo al momento di servire.

EASY: pranzo estivo (e leggero) in terrazza: piatto unico seguito da una torta di frutta, a me piace la tarte tatin di albicocche.



CHIC: si può facilmente trasportare in barattoli di vetro monoporzione e servirla come antipasto per un ricco pic nic.


Sformato di riso pomodori e melanzane

Sono convinta che ci sia differenza tra ‘pic nic’ e ‘pranzo al sacco’ o almeno nella mia personale visione è così. Per ‘pranzo al sacco’ intendo, per esempio, quello che si porta nello zaino durante una passeggiata in montagna o nel cestino della bicicletta in una lunga escursione a due ruote. In entrambi i casi lo scopo principale della giornata non è mangiare all’aperto: avere qualcosa di buono da sgranocchiare a ‘metà gita’ è solo una comodità. Ci si ferma un attimo, magari comodamente seduti su un prato, sotto un albero  o su una panchina all’ombra e si fa una breve ma golosa pausa-pranzo, al termine della quale si riprende il cammino. Non amo molto i panini per cui anche in queste occasioni mi piace avere qualcosa di diverso che sia facilmente trasportabile e non si rovini ben impacchettata e stipata in uno zainetto (come l’insalata di farro che ho messo qui). Ma il ‘pic nic’ è davvero un’altra cosa. In questo caso l’obiettivo è trascorrere un’intera giornata di relax all’aria aperta, non ci sono altri programmi (o almeno io non ne faccio) se non trovare un bel prato, distendere coperte e qualche morbido cuscino e passare il tempo a leggere un libro, chiacchierare e sfogliare riviste. Per me, insomma, l’idea del pic nic è associata a quella di una giornata da trascorrere pigramente, nella quale non deve assolutamente mancare qualcosa di buono per il pranzo (la scelta per un ‘pic nic’ è molto più ampia rispetto a quella di un ‘pranzo al sacco’) e qualcosa … anche per la merenda. Mi piacciono moltissimo i cestini da pic nic in vimini nei quali si possono trasportare senza rovinarle pietanze come questo sformato di riso e melanzane - che non arriverebbe ‘bello in forma’ per un pranzo al sacco -, spiedini di carne e pollo accompagnati da una salsina piccante e un’insalata fresca, piccole crostate con crema e frutta e immancabile, per quanto mi riguarda, un thermos con il tè che io bevo bollente anche in piena estate.
I pic nic più piacevoli che ricordo erano quelli che facevamo quando ero piccola intorno a Ferragosto nelle foreste del Casentino. Si partiva la mattina dopo colazione con cestini ricolmi di pietanze di ogni tipo e prima di mezzogiorno eravamo a destinazione. Noi bambini non avevamo la pazienza di aspettare che tutto fosse pronto e apparecchiato sull’erba così ci tenevano tranquilli con le ‘schiaccatine’ ovvero piccole focacce di pasta di pane che avevano una caratteristica forma ovale. Delizose. Il pranzo durava tantissimo e si prolungava fino all’ora di merenda. Certo non mangiavamo per 4 o 5 ore di seguito, ma lentamente, ognuno con i propri ritmi e senza seguire le abitudini del pasto a tavola. I ‘grandi’ erano ancora alla carne quando i ‘piccoli’ avevano quasi finito il dolce e si preparavano ad abbandonare la coperta e andare a giocare nei prati.



SFORMATO DI RISO CON POMODORI E MELANZANE



Ingredienti per 4 sformati  (io ho usato stampi in porcellana del diametro di 7 cm):

300 gr di riso tipo Carnaroli
2 melanzane (circa 400 gr. peso già pulite)
450 gr di pomodori tipo ‘datterini’
1 cipolla di Tropea
1 ciuffo di basilico
600 ml di brodo vegetale
mezzo bicchiere di vino bianco (io ho utilizzato un Sauvignon)
olio extra vergine di oliva
sale
pepe (se lo usi)
mezzo peperoncino piccante fresco (se lo usi)

Scalda il forno a 200 gradi, con la funzione grill.
Lava, pulisci e affetta le melanzane (io le affetto e le cuocio con la buccia), in modo da ottenere delle fette di circa mezzo cm di spessore.
Ricopri con carta da forno una teglia e spennella con abbondante olio extravergine di oliva.
Disponi le melanzane sulla teglia, spennella anche loro con olio e sala leggermente.
Metti le melanzane a grigliare nel forno, dopo 5 minuti verifica che non si stiano bruciando e girale per farle colorire anche dall’altra parte. Devono ammorbidirsi e prendere colore.
Se una sola ‘infornata’ non basta, procedi con le successive in modo da grigliare tutte le fette di melanzana.
Mentre le melanzane si grigliano prepara un risotto bianco.
Lava e affetta metà della cipolla molto sottile.
Falla stufare in una casseruola con 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva e 2 cucchiai di acqua fredda.
Quando è morbida e ben rosolata, aggiungi il riso e fallo tostare fino a quando diventa traslucido.
Bagna con il vino bianco, lascia evaporare e porta il riso a cottura lasciandolo piuttosto al dente perché poi finirà di cuocere in forno, unendo poco alla volta il brodo vegetale (potrebbe non servire tutto).
Mentre il riso cuoce, lava i pomodorini, suddividili a metà se sono piccoli in 3 o 4 parti se sono un po’ più grandi eliminando i semini.
Sistema in una larga padella i pomodorini tagliati, il resto della cipolla affettata sottile, il peperoncino se ti piace e qualche cucchiaio di olio extra vergine di oliva.
Fai rosolare a fiamma alta per pochi minuti, fino a quando i pomodorini cominciano a disfarsi.
A fuoco spento sala e aggiungi le foglie di basilico lavate e spezzettate.
Elimina eventualmente il peperoncino e unisci i pomodorini al risotto. Aggiusta di sale e insaporisci con un pizzico di pepe se lo usi.
Riaccendi il forno a 180 gradi.
Componi gli sformatini: ungi ogni stampino con olio extravergine di oliva e disponi sul fondo e sulle pareti alcune fette di melanzana grigliata in modo da ‘foderare’ completamente lo stampo.
Metti all’interno dello stampo così foderato uno strato di risotto ai pomodori, uno strato di melanzane alla griglia e chiudi con un altro strato di risotto.
Metti gli sformati in forno già caldo per 15 minuti.
Sforna i risottini sui piatti e prima di servire condisci con un filo di olio extra vergine di oliva e qualche foglia di basilico fresco.    

EASY: è quasi un piatto unico che puoi servire la domenica per un pranzo veloce. Per risparmiare tempo, invece di preparare delle monoporzioni puoi infornare il risotto in un’unica teglia. Se ne avanza una porzione è ottimo per la pausa pranzo in ufficio del lunedì.





CHIC: primo piatto da pic nic. Metti gli stampini ancora caldi nel cestino, li sformerai a destinazione sui singoli piattini.