venerdì 19 dicembre 2014

Panettone vaniglia e marrons glacés fatto con lievito di birra

Questo non è certo un blog perfetto, dove metto solo ricette perfette e foto inappuntabili. E’ semplicemente un diario di cucina, anzi della mia cucina, che non è esattamente una cucina perfetta, nella quale tutte le ciambelle riescono con il buco per usare una frase fatta. Faccio molti esperimenti che si rivelano fallimenti veri e propri, ogni tanto preparo delle cene davvero pessime – l’altra sera tanto per dirne una, ero così stanca che anche piatti che cucino normalmente erano immangiabili. Ovviamente non sono così audace da rendicontare qui i pasticci più clamorosi che faccio, evito di pubblicare alcuni piatti che erano buoni d’accordo, ma con foto talmente brutte da far passare la voglia di provare e insomma… escludo da queste pagine tutto ciò che è oltre ogni limite.
Ma è capitato anche in passato (questi biscotti per esempio e la pappa al pomodoro qui) che abbia deciso di pubblicare qualcosa che pur non essendo orribile era lontano dall’essere come avrebbe dovuto. Perché? Forse perché appunto questo è solo un diario e uso questo blog per puro divertimento e – cosa che non guasta – nel totale anonimato. Credo di aver parlato di questo blog alla mia famiglia e solo a 3 dei miei amici/amiche. Nei diari di solito si registrano cose di ogni tipo, non solo quelle dove va sempre tutto bene e quindi ho deciso di inserire il mio primo esperimento con il panettone che è stato un successo solo a metà – il che dopo tutto vuol dire che è stato un mezzo fallimento.
Sono anni che raccolgo ricette di panettone e non avevo mai provato a farlo. Sabato scorso ho deciso che era arrivato il momento. A inizio mese avevo acquistato lo stampo di carta e dopo aver letto e riletto la mia collezione di ricette ho scelto quella tratta da questo libro perché ho già sperimentato altre ricette e sono venute tutte bene. Inoltre la ricetta utilizza il lievito di birra e non il lievito madre che io non ho. Rispetto alla ricetta originale ho apportato solo piccole modifiche: ho setacciato in ogni fase la farina, sciogliendo illievito nell'acqua prima di inserirlo nella farina, ho aggiunto ancora una piccola parte di lievito nella quarta lievitazione e l’ho farcito ‘a modo mio’ con i marrons glacés perché proprio non sopporto i canditi e tantomeno l’uvetta e ho messo lavaniglia perché mi piace molto sentirne l’aroma). La ricetta del libro prepara il panettone con albicocche mirtilli e cioccolato.
Le cose positive dell’esperimento sono state tantissime:
-  è molto divertente da fare e non particolarmente impegnativo; richiede è vero un’intera giornata di attenzione ma si tratta di pochi ‘interventi’ tutto sommato semplici a distanza di qualche ora;

- il profumo è assolutamente delizioso, comincia a diffondersi in cucina mentre si impasta ed è irresistibile quando il panettone cuoce nel forno;

-  a mio parere ha un gusto buonissimo, non troppo dolce - come dovrebbe essere il vero panettone - e trovo che i marrons glacés ci stiano benissimo. L’idea del panettone ai marrons glacés non è mia, ma del mio pasticcere torinese preferito che ne prepara uno davvero squisito, l’unico panettone che io mangio volentieri.

I lati negativi, dovuti – immagino – al fatto che ho sbagliato qualcosa nell’ultima fase di impasto sono questi:
- è venuto morbido ma non soffice e non è ‘arioso’ come il vero panettone;

- la lievitazione non è stata fatta bene, penso, perché non mi è ‘cresciuto’ abbastanza e non aveva il look bello alto del vero panettone, anche se il suo stampino di carta e la granella di zucchero sopra gli davano un’aria piuttosto .. professional.
Comunque sia, in tre giorni lo abbiamo finito, inzuppandolo a colazione nel latte (dove dà il meglio di sé) e assaggiando una fettina la sera dopo cena.. così, tanto per chiudere la cena in dolcezza.
Penso che lo rifarò prima della fine delle vacanze con l’intento di ottenere un panettone sofficissimo! Ora invece mi devo proprio dedicare ai regali di Natale, non ne ho acquistati nemmeno uno. Li devo scegliere, acquistare e incartare ancora tutti. E al momento non ho nessuna idea intelligente……

Nello scrivere la ricetta ho adottato lo stile del libro che mette le ore nelle quali vengono fatte le diverse lavorazioni. Ho messo gli orari che ho seguito io.

PANETTONE VANIGLIA E MARRONS GLACES (con lievito di birra)
 
 

Ingredienti per 2 Panettoni da 750 grammi (tra parentesi le dosi della ricetta originaria):

690 gr di farina Manitoba
110 gr di acqua (100 gr ma dipende da quanta ne assorbe la farina)
10 gr di lievito di birra fresco (6 gr)
180 gr di zucchero
70 gr di tuorli – sono circa 3 tuorli (30 gr)
270 gr di uova intere – sono circa 4 uova (300 gr)
150 gr di burro
2 bacche di vaniglia (la ricetta usava come aromi rum e scorza di arancia)
7 gr di sale
400 gr di marron glacés (vanno bene anche quelli in pezzi, la ricetta originaria prevedeva 130 gr di albicocche secche, 100 gr di mirtilli  e 120 di gocce di cioccolato)

Per decorare:
qualche  cucchiaio di latte
una manciata di granella di zucchero


PRIMO IMPASTO ore 7.00 del mattino (tutti gli ingredienti sono tolti dalle dosi totali)
20 ml di acqua
3 gr di lievito di birra fresco
1 gr di zucchero
30 gr di farina Manitoba

Sciogli il lievito in acqua a temperatura ambiente.
Setaccia la farina in una ciotola, aggiungi lo zucchero e la miscela di acqua e lievito.
Impasta rapidamente con una forchetta e lascia lievitare coperto di pellicola in un luogo lontano da correnti d’aria. Deve raddoppiare di volume (io ho impiegato un’ora).

SECONDO IMPASTO ore 8.00 (tutti gli ingredienti sono tolti dalle dosi totali)

10 gr di tuorlo d'uovo
30 ml di acqua
60 gr di farina Manitoba
4 gr di zucchero

In una ciotola setaccia la farina con lo zucchero.
Aggiungi l’acqua e poi il tuorlo e mescola rapidamente con una forchetta.
Aggiungi questo mix all’impasto precedente e impasta tutto insieme (la miscela è ancora fluida e non ho impastato a mano, ma solo con la forchetta).
Copri la ciotola con pellicola e lascia lievitare ancora fino al raddoppio (per me un’ora e mezzo).

TERZO IMPASTO ore 9.30 (tutti gli ingredienti sono tolti dalle dosi totali)
 
50 ml di acqua
10 gr di tuorlo
100 gr di farina Manitoba
3 gr di lievito di birra fresco
5 gr di zucchero

Sciogli il lievito in acqua a temperatura ambiente.
Setaccia la farina in una ciotola, aggiungi lo zucchero e la miscela di acqua e lievito.
Impasta rapidamente con una forchetta e aggiungi anche l’uovo.
Aggiungi questo mix all’impasto precedente e impasta tutto insieme in modo da ottenere un impasto omogeneo.
Copri con pellicola e lascia lievitare fino al raddoppio (per me due ore).

QUARTO IMPASTO ore 11.30 (tutti gli ingredienti sono tolti dalle dosi totali)

4 gr di lievito (la ricetta originaria non prevede lievito in questo quarto impasto)
10 ml di acqua (non prevista nella ricetta originaria)
500 gr di farina Manitoba
50 gr di tuorli
250 gr di uova
170 gr di zucchero
150 gr di burro
vaniglia
7 gr di sale
400 gr di marron glacés.

Questo quarto e ultimo impasto può essere fatto con la planetaria.
Sciogli il lievito nell’acqua.
Nella ciotola della planetaria (se la usi) metti l’impasto precedente, setaccia sopra tutta la farina meno 4 cucchiai e aggiungi l’acqua con il lievito.
Inizia ad impastare, quando l’impasto inizia a formarsi aggiungi metà dello zucchero, le uova e i tuorli.
Impasta bene fin quando l’impasto inizia ad incordare. A questo punto inserisci il resto dello zucchero con i semini della bacca di vaniglia e continua ad impastare fino ad ottenere un amalgama liscio e compatto.
Inserisci il burro morbido nell’impasto un po’ alla volta in questo modo: un pizzicotto di burro e un cucchiaio di farina di quelli lasciati da parte. Impasta in modo che il burro si disfi nell’impasto e aggiungine ancora insieme ad un altro cucchiaio di farina. Così per 4 volte.
Infine resta da aggiungere solo il sale, mettilo nell’impasto e continua ad impastare fino alla incordatura.
Questa quarta fase di impasto l’ho fatta con la planetaria ed ho impiegato una ventina di minuti (mi è venuto il dubbio che siano stati troppi).
Aggiungi i marrons glacés spezzettati e impasta un’ultima volta (a mano) molto rapidamente.
Dividi l’impasto in due palle e mettile a ievitare su una teglia appena infarinata per 40 minuti coperte da un canovaccio pulito.
Trascorso questo tempo, metti le due palle negli stampi di carta, copri ogni stampo con un sacchetto di plastica capiente (io uso quelli molto grandi per congelare gli alimenti) e lascia lievitare per 5 ore.
Accendi il forno a 175 gradi.
Quando raggiunge la temperatura scopri gli stampi, fai su ogni panettone un taglio in croce, pennella con poco latte e cospargi di granella di zucchero. Io li ho infornati alle 18.30.
Cuoci in forno per circa 40 minuti (il tempo preciso è difficile da indicare, dipende dal forno), se la superficie si scurisce troppo copri con un foglio di alluminio.
Sforna i panettoni e lasciali raffreddare. Nella ricetta originale si richiede di farli raffreddare a testa in giù. Mi è sembrata un’operazione complicata e non l’ho fatta (andrebbero appesi a testa in giù utilizzando dei lunghi spiedi per infilzarli alla base e appendendoli così per esempio sul bordo di una pentole in modo che la testa del panettone sia sospesa all’interno della pentola stessa).
 
 
EASY: a colazione la mattina di Natale con cioccolato caldo con un pizzico di cannella e poca poca panna montata oppure con il classico tè di Natale alle spezie. 
 

 
CHIC: servilo in fettine sottili al termine della cena del 24 sera accompagnato da un cucchiaio di crema inglese aromatizzata all'arancia. 
 


venerdì 12 dicembre 2014

Ravioli di grano saraceno con ripieno di formaggi

Come ogni anno l’8 dicembre ho preparato albero e presepe e sistemato la 'città dei Babbo Natale', la mia collezione di Babbo Natale: c’è un mobile in salotto che normalmente ospita un’abat-jour e due vasi di porcellana, li tolgo e li sostituisco con una quantità imprecisata di statuine di Babbo Natale, dal legno dipinto alla terracotta, ne ho davvero di ogni tipo. Ho appeso la ghirlanda di pungitopo fuori della porta e qualche decorazione alle finestre; ho sistemato un piccolo pupazzo di neve fatto di lana sul davanzale di una finestra di camera e sparso candele profumate qua e là – anche se il profumo lo sento molto i primi giorni, poi forse mi abituo o svanisce… non lo percepisco più. Le candele restano, tonde o cilindriche, alcune avorio, altre verde bosco e dovrebbero profumare di arancia e cannella. Addobbare la casa a festa mi piace moltissimo e contribuisce a mio parere a creare l’atmosfera natalizia, insieme ad altre piccole cose che elenco di seguito – sicuramente ne ho dimenticata qualcuna - e che per me ‘sono Natale’.
  1. Preparare cioccolatini e biscotti speziati, da offrire con il tè di Natale o da confezionare in scatoline con grandi nastri come regalino per le amiche, quest’anno ho scelto scatoline argentate e un nastro di velluto blu notte che mi piace molto. Libri e regali home made sono i regali che preferisco fare e ricevere (questo è un messaggio subliminale per i miei che invece si rifiutano di regalarmi libri perché dicono che ne compro già troppi di mia iniziativa).
  2. Acquistare il ‘tè di Natale’, la miscela che ogni anno viene preparata in questo periodo: tè aromatizzato con arancia, mandorle, spezie… a volte anche cioccolato. Quest’anno abbiamo fatto una gita lampo a Firenze nel mio negozio di tè preferito, dove ho scelto un tè nero con arancia, cannella, cristalli di zucchero e chiodi di garofano e un tè bancha con bacche di pepe rosa, mandorle e altre delizie che danno un gusto delicato e natalizio.
  3. La musica di Enya in sottofondo, come ho già detto le canzoncine di Natale proprio non le sopporto.
  4. Qualcosa di luccicante da indossare la notte di Natale, anche solo un fermaglio per capelli - ne ho visto uno molto carino in una profumeria del centro.
  5. Un cesto di vimini sotto l’albero di Natale, perché mi piace mettere tutti insieme i regali fatti e quelli ricevuti.
  6.  L’autoregalo, ovvero il regalo che ogni anno compro .. da me per me. O un libro – ho una decina di titoli tra i quali scegliere - oppure qualcosa per cucina e affini (quest’anno mi sono innamorata di una tazza mug di porcellana azzurro intenso decorata con grandi fiori multicolori).
  7.  Dedicare un’ora ogni sera a sfogliare libri e ricette di cucina per decidere il menu della ‘mia’ cena di Natale, quella che ogni anno facciamo con pochi amici a casa nostra. Il Natale vero come ho già detto tante volte lo festeggio il 24 a casa dei miei genitori e non posso portare niente che sia fatto da me – tranne i biscotti – perché non ho ancora trovato una pietanza che si possa trasportare indenne sull’eurostar e poi in una sgangherata corriera che da Firenze mi porta fino a Siena. Quella che organizzo io non è una vera cena di Natale, non c’è un menu obbligato né ricette delle tradizione da fare per ‘riconoscere il Natale’ (a casa mia per esempio i tortellini e i dolci senesi). La mia cena è solo un modo per scambiarsi gli auguri con gli amici più stretti che non si vedono mai quanto si vorrebbe e ogni anno mi piace fare qualcosa di nuovo. Come primo piatto quest’anno ho scelto questi ravioli di grano saraceno farciti di formaggi. Li avevo mangiati in montagna alcuni anni fa, me li ero segnati mentalmente come ‘buoni da rifare’ ed ho fatto vari esperimenti prima di ottenere qualcosa di convincente. Questa è la versione che preferisco – tra le tante che ho provato, variando la qualità e la proporzione dei formaggi che compongono il ripieno.   
  8. Naturalmente una candela accesa anche una sola sulla tavola apparecchiata per la notte di Natale.

P.S. Se avanza un po’ di pasta da questi ravioli si può tagliare a piccoli quadretti tipo mini maltagliati ed utilizzarla al posto della solita pasta in una minestra di ceci. Se avanza un po’ di ripieno si può mischiare ad erba cipollina e aneto oppure con gorgonzola e noci o infine con caprino e pistacchi tritati e spalmare queste creme su crostini di pane nero lievemente tostato.



RAVIOLI DI GRANO SARACENO CON RIPIENO DI FORMAGGI





(Con questa dose con il mio tagliapasta diametro 6 cm ho ottenuto 30 ravioli)

Per la pasta:
125 gr di farina 00
75 gr di farina di grano saraceno
2 uova intere
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
2 cucchiai di acqua fredda

Per il ripieno:
200 gr di ricotta di mucca
100 gr di stracchino cremoso
1 pizzico di sale
1 pizzico di maggiorana essicata


Mescola le due farine con il pizzico di sale e fai la fontana sulla spianatoia.
Rompi al centro le due uova, aggiungi l’olio e l’acqua ed inizia ad impastare, prima con l’aiuto di una forchetta poi a mano.
Impasta per alcuni minuti fino ad ottenere una pasta elastica e compatta.
Fai una palla con l’impasto e lascia riposare sotto una zuppiera di vetro per 30 minuti.
Intanto prepara il ripieno dei ravioli.
In una ciotola lavora la ricotta con un cucchiaio di legno, in modo da ottenere un impasto cremoso, quindi aggiungi lo stracchino, il sale e la maggiorana e amalgama fino ad ottenere una crema omogena (aggiusta di sale se necessario, dipende un po’ da quanto è salato lo stracchino e dai gusti personali).
Metti la crema di formaggi a riposare in frigorifero.
Quando la pasta ha riposato, stendila in una sfoglia sottile, o con il mattarello su un piano infarinato o con la ‘sfogliatrice’.
Ricava dalla pasta stesa 30 cerchi, utilizzando un tagliapasta circolare.
Metti al centro di ciascun cerchio una noce di crema di formaggi e chiudi a metà sigillando bene i bordi in modo che non si aprano in cottura.
Quando tutti i ravioli sono pronti, metti a bollire l’acqua nella quale intendi cuocerli.
Quando l’acqua bolle aggiungi il sale e metti a cuocere i ravioli.
Cuoci 4 minuti da quando vengono ‘a galla’.
Scolali e servili immediatamente con il condimento che preferisci (burro fuso e salvia per esempio).

I ravioli possono essere preparati in anticipo e congelati.
In questo caso si cuociono mettendoli in acqua bollente ancora congelati e richiedono qualche minuto di cottura in più rispetto a quelli freschi.



EASY: cena per due persone: un piatto abbondante di ravioli conditi con burro e salvia oppure con radicchio rosso stufato in padella, un’insalata mista e frutta cotta profumata con cannella e anice stellato.




CHIC: cena della notte di Natale: servine solo tre a testa (insieme ad un altro primo piatto) con burro fuso e lamelle di tartufo nero.


giovedì 4 dicembre 2014

Ghirlanda di biscotti allo zenzero

Ecco ci siamo, è arrivato dicembre e le feste ora sono davvero vicine. Non c’è nessuno che resti indifferente: c’è chi non sopporta il periodo di Natale e vorrebbe già essere a metà gennaio e chi lo adora e vorrebbe che ora il tempo rallentasse tanto tanto per avere il tempo di preparare tutto con cura e assaporare il più possibile l’atmosfera di festa. Io sono tra questi, tra quelli che amano il Natale e tutti i piccoli riti familiari che lo accompagnano. Addobbare la casa l’otto dicembre (basta qualche pallina di vetro sparsa qua e là per ‘fare Natale’), organizzare una cena o un lungo aperitivo con gli amici per scambiarsi gli auguri – regali solo per i bambini, tra ‘grandi’ li abbiamo aboliti da quando erano diventati uno stress invece che un piacere, molto meglio condividere una serata di chiacchiere intorno ad una tavola con cose buone da mangiare e qualche candela accesa. E poi c’è la cena del 24 a casa dei miei genitori che è il vero Natale perché ci ritroviamo finalmente tutti insieme. La casa è quella di sempre ma sembra più luccicante e ancora più accogliente del solito, c’è nell’aria qualcosa di magico, saranno le candele accese, i decori sulla tavola o semplicemente il fatto che è Natale. Ma è ancora presto per parlare di questo. Le feste di Natale a casa mia cominciano ufficialmente l’otto, quando appare l’albero di Natale. Però da quando abito qui ‘al Nord’ faccio un piccolo strappo alla regola dell’otto dicembre, c’è una decorazione, una sola, che si affaccia esattamente il primo dicembre: il calendario dell’avvento. Quando ero piccola non sapevo cosa fosse e non ne avevo mai visti, forse perché da noi in Toscana non usavano. Ho cominciato a notarli quando sono arrivata qua e ammetto che all’inizio non capivo cosa fosse un ‘calendario dell’avvento’, non avevo idea di come si utilizzasse. L’idea di averne uno però mi è piaciuta subito e così qualche anno fa ne ho preparato uno molto artigianale, un pannello di tela grezza con applicazioni in feltro e qualche stellina luminosa con 24 taschine numerate. L’intenzione era di farne poi un altro più bello, prendendo ispirazione dalle vetrine e da tutto quello che si vede in giro: 24 scatoline di legno da disseminare sul davanzale della camera, un mini albero di natale di legno con appese 24 bustine di stoffa natalizia con fantasie diverse… ce n’é per tutti i gusti. Ma poi il mio, vecchiotto, artigianale e appeso in cucina anno dopo anno è diventato un simbolo del nostro natale e me lo tengo così com’è. Il trucco è riempire le 24 caselle con altrettante mini soprese: un cioccolatino, un marron glacé o un biscotto, ma anche un bigliettino con un ‘invito’ per prendere insieme una cioccolata calda con panna in una piccola caffetteria del centro che mi piace tanto, da usare rigorosamente entro il 24.
Questa ghirlanda di biscotti nella tasca del calendario proprio non ci stava, al suo posto c’era un bigliettino con un indizio per trovare ‘il tesoro’, ma era facile… appesa in modo assai instabile nella dispensa in cucina. Il tempo di fare due foto e si è irrimediabilmente frantumata.

P.S. Le ghirlande erano due, non voglio fare ‘cerca le differenze’ ma la ghirlanda della prima foto ha solo otto omini e si è rotta ancora prima di essere appesa, l’altra ne ha nove ed ha resistito solo poco di più. 



GHIRLANDA DI BISCOTTI ALLO ZENZERO



(Con questa dose con il mio stampino che è alto 4 cm ho ottenuto 20 biscottoni)


200 gr di farina 00
40 gr di burro non  salato freddo
40 gr di burro salato freddo
80 gr di zucchero a velo
2 tuorli d’uovo
1 bel pizzico di zenzero in polvere

In una ciotola mescola lo zucchero con tutto il burro (salato e non) a pezzetti (si ottengono delle briciolone).
Aggiungi i tuorli e amalgama rapidamente.
Aggiungi la farina setacciata con lo zenzero e impasta rapidamente fino a quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati, ma senza scaldare troppo la pasta con le mani.
Togli l’impasto dalla ciotola, forma una palla, avvolgila nella pellicola e lascia riposare in frigorifero per almeno due ore.
Trascorso questo tempo, stendi la pasta dello spessore che preferisci (a me i biscotti di Natale piacciono piuttosto spessi e consistenti), tagliala utilizzando la formina fatta ad ‘omino di Ginger’.
Sistema i biscotti su una teglia che possa andare in forno coperta di carta da forno.
Lascia riposare una decina di minuti in frigorifero i biscottoni sagomati in modo che il burro si raffreddi di nuovo prima di formare la ghirlanda.
Estrai la teglia dal frigo e forma una o due ghirlande, a seconda di quanto vorrai farla grande. Il consiglio è quello di provare prima con delle sagome di cartone la ‘forma preferita’.
Rimetti la teglia in frigorifero una decina di minuti e intanto accendi il forno a 170 gradi.
Quando il forno ha raggiunto la temperatura inforna la ghirlanda e cuoci per 15 / 18 minuti al massimo, dipende molto dal forno.
Prima di inserire il nastro nella ghirlanda lascia raffreddare, si spezza con grande facilità purtroppo!




EASY: lavoretto ideale con i bambini per un pomeriggio di pioggia .. in questo periodo ce ne sono in abbondanza. I più piccoli possono ritagliare la pasta e i più grandi formare le ghirlande. I ritagli di pasta possono essere lavorati con altre formine o affidati alla fantasia dei piccoli cuochi.



CHIC: utilizza delle formine più piccole di quelle che ho impiegato io, in modo da ottenere delle ghirlande (diciamo 5 biscotti ciascuna) molo più piccole. Intrecciale con un nastrino argentato e usale come segnaposto per il tè di Natale.


giovedì 27 novembre 2014

Pane di farro con semi di girasole

Io leggo moltissimo, ma non mi posso considerare una buona lettrice. Leggo pochissimi romanzi e quei pochi che leggo in genere non sono premi Nobel o cose difficili e impegnate perché non mi piace leggere di vite tragiche, esistenze al margine e atmosfere squallide. Non so perché, ma spesso quella che viene premiata come ‘letteratura vera’ è un racconto tormentoso e angosciante. Preferisco allora i classici dei secoli passati (che a mio parere descrivevano i problemi dell’esistenza umana con più grazia, se così posso dire) o i romanzi lievi e inutili a lieto fine. La vita a volte è già tanto complicata di suo che non ho voglia di immergermi in un libro che mi parla solo di altri problemi e tragedie varie. Lo so, è un atteggiamento immaturo irrazionale e si possono aggiungere altri aggettivi a volontà, ma io la vedo così.
Ed è così che scrivo questo blog che è nato per divertimento, perché mi piace cucinare, fare foto e scrivere di cose leggere. Così parlo di pranzi con le amiche, di pomeriggi dedicati a tè e chiacchiere, di fine settimana alla ricerca di posti carini dove assaggiare qualcosa di nuovo e di buono, di ricordi di quando ero piccola.
Ma la vita non è tutta qui (magari!), anzi come dice un amico di famiglia, questo è il lato ‘ludico’ della vita. E poi c’è quello che non è affatto ludico, delusioni, dispiaceri, progetti di vita che non vanno avanti e sogni che vogliono diventare realtà e fanno un passo avanti e due indietro. E ancora peggio: vedere persone alle quali voglio bene soffrire delusioni e dispiaceri è del tutto inaccettabile. E l’unica cosa che riesco a fare in giornate grige e malinconiche è impastare perché trovo che coccolare un impasto di acqua e farina tra le mani abbia un magico potere rilassante. Lascio cadere questa considerazione nell’etere (si dice così no?) e metto di seguito la ricetta di questo pane che faccio per la colazione. A me piace perché ha la crosta croccante e la mollica soffice arricchita dal gusto delicato dei semi di girasole sparsi qua e là in ogni fettina. E non perdetevi il profumo appena sfornato, dovuto – penso – soprattutto al gusto gentile della farina di farro.
E’ buono leggermente tostato e spalmato di marmellata accanto ad una tazza di caffè nero e forte; è adatto anche ad accompagnare salumi e formaggi cremosi per una cena improvvisata con gli amici il sabato sera. In questo caso è indispensabile una bottiglia di ottimo vino rosso.



PANE DI FARRO CON SEMI DI GIRASOLE




Ingredienti per una pagnotta:

250 gr di farina di farro
150 gr di farina di kamut
100 gr di farina 00
30 gr di semi di girasole decorticati
5 gr di malto diastatico
7 gr di lievito di birra fresco
300 gr di acqua (potrebbe non servire tutta)
10 gr di sale fino

Per la finitura:
una manciata di semola rimacinata di grano duro
una manciata di farina 00

Sciogli il lievito in 150 gr di acqua tolta dal totale dell’acqua necessaria e lascia riposare dieci minuti.
In una ciotola capiente (in quella della planetaria, se la usi) mescola le tre farine e il malto.
Unisci il composto di acqua e lievito alle farine e inizia a impastare prima con una forchetta, poi a mano aggiungendo gradualmente tutta l’acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido ma lavorabile (potrebbero non servirti tutti i 300 gr di acqua, dipende da quanta ne assorbe la farina e le farine sono tutte un po’ diverse).
Impasta a mano per una quindicina di minuti aggiungendo dopo 10 minuti il sale, se usi una planetaria è necessaria la metà del tempo (aggiungi il sale appena l’impasto inizia ad incordare). Devi ottenere una pasta liscia e morbida. Da ultimo aggiungi i semi di girasole decorticati, impasta ancora rapidamente e forma una palla.
Metti a lievitare la pasta in una ciotola appena unta di olio e copri con pellicola alimentare.
Lasica lievitare fino al raddoppio, con questa dose di lievito ho impiegato due ore di tempo.
Quando è la pasta lievitata, rovesciala su un piano cosparso di semola rimacinata, dai alla pagnotta la forma che preferisci e mettila su una teglia che possa andare in forno foderata di carta da forno. 
Cospargi la superficie della pagnotta con un velo di farina 00 e lascia lievitare ancora, coperto da un canovaccio pulito, per 45 minuti.
Trascorsi 30 minuti dalla seconda lievitazione, accendi il forno a 200 gradi.
Inforna il pane in forno già caldo e cuoci per 35/40 minuti (se la pagnotta inizia a scurirsi troppo dopo 15 minuti copri la superficie con un foglio di carta di alluminio).
Estrai dal forno, togli la pagnotta dalla teglia e lasciala raffreddare su una gratella da pasticceria.


EASY: Per colazione, appena tostato e spalmato con pochissimo burro – se piace – e marmellata oppure in versione molto golosa domenicale con la crema di cioccolato.



CHIC: taglialo a fette e poi ogni fetta in quadrotti. Falli saltare in una padella antiaderente con un filo di olio, poco sale macinato al momento e un pizzico di origano. Utilizzali come accompagnamento per una crema di verdure servita come primo piatto.